CRESCENTIO

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(Pietro) – D’Agricoltura, Dove si contiene il modo di coltivare la terra, seminare, & inserir gli arbori: Con la proprieta’ delle herbe,& di tutti i frutti, et la natura di tutti gli animali. Con la sua Tavola, nuovamente corretto, & alla pristina sua forma ridotto.
In Venetia, 1542 (al colofon) – Stampato in Vinegia, per Bernardino Bindoni.

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Descrizione

Legatura coeva in pergamena avorio, dorso con tassello di pelle rossa un sbrecciato, titolo dorato e anno ed editore manoscritti ad inchiostro, cm. 15 x 10,5, pp. 2 b + 752 n.n. + 2 b. Pagine numerate a mano a matita.  Margini  superiori corti, antico ex libris a timbro sul frontespizio. Libro completo, ma le pagine tra la 391 e la 397 sono rilegate in disordine, senza mancanze di testo, cosa segnalata con grafia cinquecentesca in basso alle pagine in oggetto da antico proprietario. Qualche piccolo lavoro di tarlo, senza pregiudizio per il testo. Capilettera animati e decorati. Tavola delle materie alla fine.
Terza edizione in volgare di questo classico dell’agricoltura, pubblicato per la prima volta nel 1495 (incunabolo).
Pietro de’ Crescenzi, noto anche come Pier Crescenzio, o Crescentio (Bologna, 1233 – 1320), è stato uno scrittore, giurista e agronomo italiano. Studioso di filosofia, di medicina, di scienze naturali, di giurisprudenza, è considerato il maggiore agronomo del Medioevo occidentale.
Teorizzò, nel Ruralium Commodorum libri XII (subito volgarizzato in toscano), tecniche agronomiche e di coltivazione dei giardini, la cui applicazione determinerà elementi caratteristici del paesaggio agrario moderno in Italia. Ha previsto norme per i giardini “dei re e dei signori”, ma anche “delle persone mezzane”: i primi cinti di mura, con fontana e “selva d’alberi”; i secondi cinti di siepi, alberi da frutto, ma non privi di una ”pergola ombrosa”.
Crescenzi studiò filosofia e scienze all’Università di Bologna, che era già celebre in quei tempi. Si laureò in diritto sotto il celebre Azzone Soldanus.
Crescenzi è giudice bolognese al tempo di Dante Alighieri. Come tutti i dottori in diritto laureati a Bologna gode di vaste possibilità di impiego: come podestà le città italiane preferiscono un giudice estraneo, libero da legami locali che ne minaccino l’imparzialità. Crescenzi è giudice in città diverse e viaggiando conosce l’agricoltura delle regioni d’Italia. Quando si ritira in pensione, descrive in un’ampia opera la summa agronomica del Medioevo latino: Liber ruralium commodorum, ovvero “Libro dei benefici agricoli”.
“De Agricoltura” è considerata la Bibbia agraria del Medioevo; in questo trattato viene dedicato ampio spazio anche alla viticoltura.
Bibl. Bacchica II add. 3 – Bibl. Gastronomica 411.

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